Tornato a Gavardo presi lavoro come magazziniere in una fabbrica locale, la Pedrotti. Erano i primi giorni del gennaio 1998, ma dopo alcuni mesi ci venne offerta la possibilità di realizzare un altro progetto. Mi chiamarono allo S.V.I. e conobbi Mons. Franco Masserdotti, Comboniano, vescovo di Balsas_Maranhao. Mi venne proposto un nuovo progetto: consegnare le terre di proprietà della Diocesi di Balsas ai coloni con un titolo definitivo. Ne parlai con Socorro che era incinta di Cristian ed infine decidemmo per il sì. Socorro partì in settembre, e rimase a Marituba fino al mio arrivo. Io rimasi ancora un paio di mesi per sistemare le ultime cose, visto la prospettiva di rimanere via ancora 3 anni. Li raggiunsi a Belem in Novembre e dopo aver passato alcuni giorni
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| Mauri e Socorro in partenza da Linate. |
con loro raggiunsi Balsas con l'autobus. Sono esattamente 1.000km Belem_Balsas via Imperatriz e circa 24 h di autobus. Dom Franco mi aspettava nella stazione. Mangiando mi raccontò un pò la storia.
PREMESSA
Negli anni 1970, il vescovo di allora Dom Rino Carlesi, preoccupato dal fatto che molti contadini non possedevano la terra su cui lavorare, compró in nome della Diocesi, numerose aree che vennero in seguito divise in lotti e distribuite ai contadini piú bisognosi. Era anche l’inizio di una epoca in cui la terra del sud del Maranhão cominciava a valorizzarsi richiamando molti speculatori dal sud del Brasile. In pochi anni, sommando gli ettari delle varie proprietá della Diocesi, si raggiunse un totale di oltre10.000
ha , e questo fatto chiamó l’attenzione di qualcuno che
accusó la Diocesi di Balsas d’essere una grande proprietaria di terre, e che se
da un lato appoggiava la Riforma Agraria dall’altro si trovava nell’elenco dei
latifondisti.. Allora lui Dom Franco divenuto Vescovo di Balsas nel 1996, preoccupato
per questa situazione, giá da alcuni anni attraverso alcuni collaboratori, stava
cercando di regolarizzare questa situazione passando ai contadini un documento
di proprietá del lotto che occupava, mancava peró una azione decisa. Mi mise al corrente del contesto regionale, piuttosto complicata dall'arrivo delle multinazionali della soia e dei grandi latifondisti del sud.
CONTESTO REGIONALE.
PREMESSA
Negli anni 1970, il vescovo di allora Dom Rino Carlesi, preoccupato dal fatto che molti contadini non possedevano la terra su cui lavorare, compró in nome della Diocesi, numerose aree che vennero in seguito divise in lotti e distribuite ai contadini piú bisognosi. Era anche l’inizio di una epoca in cui la terra del sud del Maranhão cominciava a valorizzarsi richiamando molti speculatori dal sud del Brasile. In pochi anni, sommando gli ettari delle varie proprietá della Diocesi, si raggiunse un totale di oltre
CONTESTO REGIONALE.
La Diocesi di Balsas
si estende su una area di 65.000 Km2, divisa in 18 Municipi: Alto Parnaiba,
Tasso Fragoso, Balsas, Riachão, Fera Nova, Fortaleza dos Nogueras, Nova
Colinas, São Raimundo das Mangabeiras, Sambaiba, Loreto, São Felix, Benedito
Leite, São Domingo do Azeitão, Pastos Bons, Nova Iorque, Paraibano, Sucupira e
Mirador. É localizzata nella Regione Nordest del Brasile e nel sud dello Stato del Maranhão. La capitale é São Luis che rimane a c.a 900 km di distanza da Balsas, sede della Diocesi. In questa area vivono approssimativamente 300.000 abitanti, il 65% sono piccoli agricoltori, che vivono di una agricoltura di sopravvivenza, di estrattivismo e di animali da cortile
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| Ponte sul Fiume Balsas che divide la città |
PRIMI PASSI Parallelamente ad una verifica dei documenti
relativi ad ogni proprietá, visitai le varie aree che appartenevano alla
Diocesi, facendomi cosí un’ idea complessiva della situazione di ogni area e
della regione circostante. In ogni comunitá
marcavo una riunione con i contadini per conoscere la situazione e
studiavamo congiuntamente il da farsi visto l’intenzione di passare le terre a
loro con un documento di proprietá. Insieme studiavamo la migliore possibilitá
ma da nessuna parte fu accettato il
discorso di sviluppare un lavoro gruppale o comunitario nell’area messa a
disposizione dalla Diocesi. Cosí
partimmo per una distribuzione lottizzata delle aree. Sucessivamente si
passarono a identificare le aree della Diocesi che dovevano essere messe a
disposizione, a verificare
quante famiglie erano presenti in ogni area e quanta terra non utilizzata
poteva essere resa disponibile per assentare altre famiglie senza terra. Dovuto
alle informazioni ricevute durante questa ricerca, e la neccessitá di risposte
coerenti e responsabili, con il beneplacido di Dom Franco, si formó una equipe
per studiare la situazione, individuare cammini e prendere decisioni. Questa
equipe formata di 6 persone, si riuní solo 2 volte, ma furono sufficienti per delineare le linee di azione ad essere
intraprese per la distribuzione delle terre nella Diocesi.
(....continua)


